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  1. Oltre all’esordio del Gruppo IVA, la vera novità della dichiarazione annuale IVA per il periodo 2018 (modello IVA 2019) riguarda la compilazione del quadro VL e, in particolare, dei righi VL30 e VL33, in presenza di una posizione a credito del contribuente. La finalità della differente modalità di compilazione del nuovo modello rispetto al modello 2018 è chiara: nel calcolo del credito annuale IVA derivante dalla dichiarazione relativa al 2018 si tiene conto esclusivamente dei versamenti effettuati. Risulta irrilevante l’importo riferibile all’IVA dovuta.
  2. Il termine a disposizione dei contribuenti mensili per procedere con la liquidazione periodica dell’IVA relativa al mese di gennaio scade lunedì 18 febbraio 2019. Entro la stessa data devono procedere con la liquidazione dell’IVA anche i contribuenti trimestrali speciali, con riferimento all’imposta sul valore aggiunto relativa al quarto trimestre 2018. A seguito dell’entrata in vigore, dal 1° gennaio, dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica, entro il termine per l’effettuazione della prima liquidazione IVA è possibile procedere con la regolarizzazione - senza sanzioni - delle fatture emesse in maniera non corretta (ovvero in formato non elettronico) oppure emesse tardivamente.
  3. Anche il Lussemburgo ha approvato una legislazione che attua la direttiva antielusione dell'Unione europea - direttiva ATAD 1. La normativa, più stringente per le società, implicherà una netta perdita dell’attrattività fino ad ora esercitata dal Granducato sulle imprese. In linea con le previsioni della direttiva, la nuova legge del Lussemburgo contiene misure antielusive per contrastare le forme generalmente più comuni di pianificazione fiscale aggressiva: una tassa di uscita, regole sulle società straniere controllate, una misura generale anti-elusione, limitazioni sulle deduzioni di interessi e regole per impedire la doppia non-tassazione di determinati redditi
  4. Le modalità di integrazione, da parte del committente soggetto passivo, delle fatture elettroniche emesse dal prestatore senza applicazione dell’IVA (reverse charge) continuano a determinare problematiche operative per i contribuenti. Come per altre questioni legate alla fatturazione elettronica, il tema non è stato affrontato direttamente nella disposizione normativa e nel provvedimento del 30 aprile 2018, ma è stato oggetto di alcune interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate in documenti di prassi ed in alcune risposte alle FAQ. Partendo dal dettato normativo e dall’effettivo rilievo che l’integrazione riveste nell’ambito del sistema dell’IVA, quali sono le soluzioni operative per l’integrazione delle fatture elettroniche emesse in inversione contabile, in coerenza con la disposizione normativa?
  5. I soggetti in regime forfetario non sono tenuti a operare le ritenute alla fonte, ma, nella dichiarazione dei redditi, devono indicare il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali, all'atto del pagamento, non è stata operata la ritenuta e l'ammontare dei redditi stessi. È quanto previsto da una norma che regola il regime semplificato, che non è stata oggetto di modifiche ad opera della legge di Bilancio 2019. Tuttavia, anche a causa dell’estensione della platea dei soggetti interessati, si pone qualche problema su come procedere a livello operativo.