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  1. La vicenda relativa al recupero dell’ICI sugli immobili degli enti ecclesiastici si trascina ancora nelle aule di giustizia europee. L’Avvocato generale ora ha detto la sua… Lo Stato italiano non è stato diligente, con appropriata normazione, nell’evitare o rimuovere le cause che hanno determinato l’impossibilità, portata a propria scusante, di recuperare gli aiuti di Stato costituiti dall’esenzione ICI. Quali potranno essere le conseguenze della probabile sentenza della Corte di Giustizia UE ove accogliesse le conclusioni dell’Avvocato generale? E allora l’argomento tornerà di attualità...
  2. Va inserita nella categoria dei redditi diversi la plusvalenza derivante da cessione a titolo oneroso del diritto di superficie costituito su un’area fabbricabile. Ciò vale anche nell’ipotesi di cessione a titolo oneroso del diritto costituito su un’area agricola, a condizione che la cessione avvenga entro cinque anni dall’acquisto del diritto. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 6/E datata 20 aprile 2018. I chiarimenti forniti dall’Ufficio superano quelli contenuti all’interno della circolare n. 36/E del 19 dicembre 2013.
  3. Modalità di recupero delle eventuali maggiori imposte versate, in relazione all’annualità d’imposta 2016, dai lavoratori che hanno optato per il regime fiscale dei lavoratori impatriati. L’Agenzia delle Entrate le ha definite con il provvedimento prot. n. 2018/85330 del 20 aprile 2018. Possibile presentare una dichiarazione integrativa (qualora la dichiarazione dei redditi sia stata validamente presentata) ovvero un’istanza di rimborso.
  4. Con l’ordinanza n. 9852, depositata il 20 aprile 2018, la Cassazione ha precisato che l’applicazione del giudicato esterno di anni pregressi a periodi di imposta successivi è condizionata dalla comunanza dei presupposti oggettivi, che devono rimanere costanti negli anni, oltre che dall’identità di parti e del tipo di imposte richieste nei diversi giudizi. Ove tali elementi non siano sussistenti, magari perché nel corso del tempo la situazione della società potrebbe essere mutata, il giudice non è vincolato dalle decisioni precedenti.
  5. Nel quadro VF della dichiarazione IVA 2018, il soggetto passivo deve indicare sia le operazioni passive, sia l’IVA ammessa in detrazione. Il quadro si compone di quattro sezioni: in particolare, nella sezione 1 va indicato l’ammontare degli acquisti effettuati nel territorio dello Stato, degli acquisti intracomunitari e delle importazioni; nella sezione 2 il totale degli acquisti e delle importazioni, dell’imposta, degli acquisti intracomunitari, delle importazioni e degli acquisti da San Marino; nella sezione 3 la determinazione dell’IVA ammessa in detrazione; nella sezione 4, infine, va riportata l’IVA ammessa in detrazione.