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  1. Con riguardo all'opzione per il consolidato fiscale non correttamente esercitata, il beneficio della "remissione in bonis" è riservato ai contribuenti che abbiano comunque adottato comportamenti coerenti in ordine al calcolo della base imponibile consolidata ed alla liquidazione dell'IRES dovuta. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 426 del 22 giugno 2021. L'esistenza della buona fede, in altri termini, presuppone che il contribuente abbia tenuto un comportamento coerente con il regime opzionale prescelto ovvero con il beneficio fiscale di cui intende usufruire (comportamento concludente), ed abbia soltanto omesso l'adempimento formale normativamente richiesto, che viene posto in essere successivamente.
  2. L’esenzione dai versamenti IRAP prevista dal Decreto Rilancio esplica i propri effetti anche in riferimento a tutti i soggetti per i quali il periodo d'imposta non coincide con l'anno solare, ossia esercizi c.d. 'a cavallo'. Lo ha ricordato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 425 del 22 giugno 2021. Considerata la ratio della misura volta a sostenere le imprese e i professionisti colpiti dalla crisi causata dall'emergenza epidemiologica, la disposizione si applica anche alle attività avviate nel 2019 ed ancora in corso alla data di entrata in vigore del decreto, che certamente non possono aver conseguito ricavi o compensi superiori alla soglia di 250 milioni di euro nel periodo d'imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.
  3. Nell’ambito della Legge antispreco, il requisito della presenza di imperfezioni, alterazioni, danni o vizi dei prodotti tali da non modificarne l'idoneità all'utilizzo o altri motivi similari, non si riferisca alla locuzione «non più commercializzati», ma solo all'espressione « non idonei alla commercializzazione». Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a consulenza giuridica n. 8 del 22 giugno 2021 con cui ha specificato che per quanto concerne gli «altri motivi similari» ammessi al beneficio, questi debbano riguardare circostanze oggettive, legate alle caratteristiche del prodotto, e quindi riscontrabili.
  4. Tenuto conto che la disciplina del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro prevede, tra l’altro, che il credito d’imposta in parola è utilizzabile dal 1° gennaio al 30 giugno 2021 esclusivamente in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con la risoluzione n. 43 del 22 giugno 2021 è stato soppresso il codice tributo 6918 a decorrere dal 1° luglio 2021. Il codice tributo era stato istituito con risoluzione n. 2/E dell’11 gennaio 2021.
  5. In tema di recupero dell'IVA nell'ambito di una operazione regolata mediante il meccanismo della scissione dei pagamenti, split payment, il fornitore per recuperare la maggiore imposta addebitata deve indicare nell'istanza come beneficiario del rimborso, se spettante, l'Ente committente. In alternativa, laddove la richiesta di rimborso sia presentata direttamente dall'Ente committente, l'istanza andrà sottoscritta anche dal fornitore, parimenti responsabile di un eventuale rimborso non spettante. Lo ha ricordato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 424 del 22 giugno 2021.