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  1. Può esistere una cessione “indiretta” di azienda, oppure è più corretto dire che una o più operazioni (fra le quali va certamente ricompresa anche la cessione totalitaria delle quote o azioni di una società), qualora non producano effetti economici significativi, diversi dai vantaggi fiscali ottenuti, possano essere disconosciute dal Fisco in quanto abusive? Nelle sue recenti pronunce, la Cassazione alimenta un’inutile confusione, giustificando l’idea che esista una cessione “indiretta” di azienda, contrapposta alla cessione “diretta”, ma il cui trattamento fiscale, ai fini dell’imposta di registro, non può che essere identico.
  2. Per l’applicazione dell’imposta sostitutiva sulle cessioni di crediti a medio/lungo termine (a seguito della concessione di finanziamenti da parte dell’azienda o istituto di credito) non è necessario che anche il soggetto cessionario rivesta la qualifica di azienda o istituto di credito. È sufficiente che il presupposto soggettivo ricorra in capo al soggetto cedente. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate tramite la risoluzione datata 16 febbraio 2018, n. 17/E. L’esercizio dell’opzione rende le operazioni in esame esenti dall’imposta di registro, dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecarie e catastali, dalle tasse sulle concessioni governative.
  3. Con l’ordinanza n. 3819, depositata in data 16 febbraio 2018, la Cassazione ha precisato che i finanziamenti dei soci alla società si presumono onerosi, con conseguente necessità dell’applicazione della relativa ritenuta di acconto sugli interessi passivi. Ciò non solo quando la corresponsione di tali interessi sia effettiva, ma anche quando sia solamente presunta. Il contribuente può in ogni caso fornire la prova contraria in merito alla gratuità dell’operazione posta in essere.
  4. Definiti i conguagli relativi alle rettifiche, per il 2016 e gli anni successivi, inerenti al contributo compensativo della perdita di gettito di Imu e Tasi, a seguito della rideterminazione delle rendite dei fabbricati censiti nella categoria D ed E del catasto. Pubblicato il 16 febbraio in Gazzetta Ufficiale il decreto del MEF datato 2 febbraio 2018.
  5. Una società straniera che si avvale di un rappresentante fiscale, per effettuare un’operazione complessa, caratterizzata da una serie di adempimenti collegati fra loro (nella specie vendite e acquisti), non può frazionarli ai fini dell’applicazione di un diverso regime Iva. A precisarlo sono le SS. UU. con la sentenza n. 3872 depositata il 16 febbraio 2018.