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  1. Nuovi chiarimenti sul conferimento delle deleghe agli intermediari per l’utilizzo dei servizi di fatturazione elettronica e di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi sono stati forniti dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 62 del 2019. In particolare, viene specificato che conferendo la delega al servizio di accreditamento e censimento dispositivi, l’intermediario viene abilitato ad accedere anche all’area “corrispettivi” del portale Fatture e Corrispettivi relativa al singolo cliente, all’interno della quale è possibile usare le funzionalità per accreditarsi e gestire i dispositivi.
  2. Per le distribuzioni di utili effettuate dal 1° gennaio 2018 ma relative a utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, i proventi di utili di fonte estera di Paesi a fiscalità privilegiata sono assoggettati a ritenuta a titolo di acconto da parte dell’intermediario che interveniva nella riscossione. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 61 del 2019 con cui ha specificato come il legislatore ha inteso tutelare questi utili prevedendo una deroga al nuovo regime di tassazione.
  3. Il numero REA non è previsto dal decreto IVA, per cui l’assenza del dato indicato non ha riflessi in termini di documentazione delle operazioni e non obbliga all’emissione di alcuna nota di variazione. Lo ha ricordato l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 208 del 2019, con cui ha specificato come la nota di variazione sia comunque utilizzabile laddove si debba operare una variazione dell’imponibile o dell’imposta e, unitamente, far emergere il numero REA.
  4. Nei corrispettivi giornalieri, per volume d’affari non può che intendersi l'ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate dal contribuente, registrate o soggette a registrazione con riferimento a un anno solare. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 209 del 2019, con cui ha specificato come la decorrenza dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri è, per l’appunto, subordinata al volume d’affari realizzato nel periodo d’imposta precedente.
  5. L’istituto del transfer price risponde all’esigenza di garantire che le operazioni infragruppo tra enti soggetti a differenti discipline nazionali, avvengano nel rispetto del principio della libera concorrenza, affinchè vi sia una corrispondenza tra il prezzo praticato e quello che verosimilmente verrebbe pattuito tra imprese indipendenti. Pertanto, ne è esclusa l’applicazione alle operazioni tra enti nazionali, il cui eventuale scostamento dal valore normale di mercato può rilevare solo come mero indizio ai fini della valutazione dell’antieconomicità. A chiarirlo è la Corte di Cassazione nella sentenza n. 16948 depositata il 25 giugno 2019.