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  1. Il decreto Dignità vuole rendere difficile (se non impossibile) il ricorso al lavoro a termine quando questo sia conseguente a situazioni transitorie. L’Europa riconosce che il lavoro occasionale si manifesta come una caratteristica strutturale di tutte le economie avanzate. E allora? Non si deve perdere di vista il fatto che una direttiva europea impone di promuovere la contrattazione collettiva, anche di livello aziendale, per individuare e circoscrivere con esattezza le esigenze delle imprese periodiche e transitorie, abbandonando l’idea che una formula legislativa uguale per tutti possa risolvere la questione. Il decreto Dignità va proprio in questa direzione: lascia alle parti sociali uno spazio importante di completamento della norma … Si tratta di trovare una mediazione (non facile).
  2. Il riordino della normativa degli ammortizzatori sociali ha modificato le “causali” riducendo le ipotesi previste dalla regolamentazione previgente. In particolare non è più prevista la “ristrutturazione” aziendale, causale che permetteva alle imprese il ricorso per 24 mesi alle integrazioni salariali straordinarie. L’abrogazione di tale causale ha comportato l’introduzione di un quadro regolamentare semplificato che supera formalmente la distinzione tra le tre fattispecie (riorganizzazione aziendale, ristrutturazione aziendale, conversione aziendale) ma assorbe e ricomprende in sé le fattispecie della ristrutturazione e conversione aziendale.
  3. Con il messaggio n. 3156 del 2018, l’INPS specifica che, per le domande di cassa integrazione in deroga, è disponibile un nuovo servizio che le Regioni potranno utilizzare per comunicare la cessazione degli effetti finanziari delle autorizzazioni regionali.
  4. L’INPS, nel messaggio n. 3157 del 2018, stabilisce i limiti di utilizzo del Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito. Lo stanziamento riguarda sia l’assegno ordinario che le prestazioni emergenziali.
  5. L’INPS, nel messaggio n. 3153 del 2018, comunica che, con riferimento ai dipendenti civili delle Amministrazioni statali che cessino dal servizio entro il 30 settembre 2018, sarà sufficiente l’invio del modello PA04. Ciò in considerazione delle criticità tecniche emerse per il passaggio a “Nuova Passweb”.