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  1. I datori di lavoro del settore privato, che ottengono la certificazione della parità di genere, possono beneficiare di un esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali pari all’1% nel limite massimo di 50.000 euro annui. Il Ministero del Lavoro, con il decreto del 20 ottobre 2020, ha definito i criteri e le modalità per la presentazione della domanda, da effettuare esclusivamente in via telematica all’INPS. Il possesso della certificazione può, inoltre, comportare un punteggio premiale per la concessione di aiuti di Stato e finanziamenti pubblici. Quali sono le informazioni da inserire nella domanda?
  2. Prosegue il cammino legislativo della certificazione della parità di genere che consentirà alle imprese di accedere alla riduzione dell’1% sui contributi previdenziali. I criteri e le modalità di concessione dell’esonero sono stati, infatti, definiti con il decreto 20 ottobre 2022 del Ministero del Lavoro. Cosa devono fare le aziende per ottenere la certificazione? Nello specifico, dovranno dimostrare di adottare misure concrete per ridurre il divario di genere rispettando specifici KPI, presentare esclusivamente per via telematica apposita domanda all'INPS e autocertificare l’assenza di provvedimenti di sospensione dei benefici contributivi adottati dall’INL. La certificazione, una volta ottenuta, consente inoltre di beneficiare di un sistema premiale, ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti.
  3. Per il personale amministrativo, quello addetto all'organizzazione produttiva e alla produzione, del settore assicurativo, il 16 novembre 2022, Ania con First-Cisl, Fisac-Cgil, Fna, Snfia e Uilca, hanno firmato l'ipotesi di intesa per il rinnovo del CCNL. L'accordo, la cui efficacia è condizionata all’approvazione degli organi consiliari di Ania, nonché delle assemblee dei lavoratori, decorre dal 16 novembre 2022 e scadrà il 31 dicembre 2024. In particolare, il testo del nuovo CCNL introduce rilevanti modifiche con riferimento ai minimi retributivi tabellari, alle diverse una tantum, all’indennità di funzione 6Q e all’indennità funzionari del personale amministrativo, al terzo elemento per gli addetti alla produzione, alle indennità varie, alle provvigioni aggiuntive e al welfare aziendale.
  4. Una norma, apparentemente innocua, del decreto Aiuti quater aumenta il tetto dei fringe benefit aziendali solo per il 2022, consentendo il rimborso del pagamento di bollette di luce, acqua e gas, anche avvenuto tardivamente, ma solo a condizione che sia relativo all’esercizio dell’anno oramai in chiusura. La norma sembra, però, ora passata in secondo piano, dopo che tra le misure previste dalla legge di Bilancio 2023 si è registrato sia un potenziamento dei bonus luce e gas, sia un rilancio della detassazione degli importi erogati a seguito di contrattazione aziendale. Ma, sulla base degli accordi adottati, sembra che spetti soprattutto alle misure messe in campo dal Governo contrastare la fiammata inflattiva (e speculativa) di questi ultimi mesi.
  5. Riavviare la discussione sul mercato del lavoro per impostare un progetto che faccia perno sulla qualità dell’impresa e del lavoro, come via maestra per fronteggiare le sfide della competitività globale. La contrattazione collettiva, in Italia, è salda. Ma è necessario superare il vecchio modello della flexicurity con una nuova impostazione: la flexstability. Cosa significa? Spostare l’asse della flessibilità dal rapporto di lavoro alla prestazione del lavoratore, con la sua disponibilità a turnazioni, reperibilità, stagionalità degli orari, picchi di mercato e lavoro agile; ma anche dare valore al rapporto di lavoro, con un rafforzamento della stabilità, che premi le assunzioni a tempo indeterminato. Sono necessari 3 passi: riduzione del cuneo fiscale, rinnovo dei contratti di lavoro alla loro scadenza naturale, revisione dei meccanismi dell’indennità di vacanza contrattuale. Siamo pronti?