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  1. Martedì Confindustria farà il punto sul dopo coronavirus. Il Centro Studi si concentrerà sulla ricostruzione, in attesa della normalità. Sempre martedì Huawei presenta il bilancio 2019. Non arriverà nessuna sorpresa da questi conti. Il difficile verrà col prossimo bilancio. Mercoledì l’incontro mensile non di politica monetaria della Bce: i temi non sono ancora definiti. Venerdì scade il termine della prima chiusura. Sarà in effetti così?
  2. Quali sono le attività produttive, industriali e commerciali davvero sospese per l’emergenza da Coronavirus? Come capire in concreto se l’attività è sospesa? Per saper cosa fare, per prima cosa si deve ricercare il proprio codice di attività ATECO, organizzato per macro-gruppi nell’allegato 1 al D.P.C.M. 22 marzo 2020, ora tuttavia modificato dal D.M. 25 marzo 2020 del Ministero dello Sviluppo economico. Già su questo tema è sorto un inaspettato equivoco, con la conseguenza che sono state sospese sul territorio molte attività che ben potevano proseguire, pur con le massime cautele possibili. Il rischio della confusione è, purtroppo, ancora possibile anche dopo l’aggiornamento con il quale il Ministero dello Sviluppo economico ha modificato l’elenco delle attività economiche per le quali l’attività risulta ancora consentita.
  3. Stabiliti i criteri e le modalità di versamento del contributo dovuto per l'anno 2020 dai soggetti che operano nel settore dei servizi postali. L'importo del contributo viene determinato applicando l'aliquota contributiva dell'1,35 per mille ai ricavi realizzati dalla vendita dei servizi postali la cui fornitura è subordinata al rilascio di licenza o autorizzazione generale. Il versamento deve essere eseguito entro il 20 aprile 2020, sul conto corrente bancario intestato all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che è pubblicato sul sito istituzionale.
  4. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto contenente misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID19 e che disciplina: le misure che potranno essere adottate su territori specifici e, all’occorrenza, su tutto il territorio nazionale tenendo conto dell’andamento dell’epidemia; le nuove sanzioni e controlli per chi viola le misure di contenimento previste.
  5. Un decreto legge sulle norme da Coronavirus per fare chiarezza. Approvato dal Consiglio dei Ministri del 24 marzo, il decreto fa ordine sistematico nella decretazione d’urgenza di questi giorni e rimarca la gerarchia tra le fonti normative governative e regionali: riconosce la facoltà al Presidente del Consiglio dei Ministri di emanare provvedimenti urgenti, tenendo conto del parere delle Regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero quello della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale. Per le emergenze locali viene riconosciuto un autonomo potere alle Regioni di disporre provvedimenti immediati, con limitazioni. Ultimo, ma non per importanza, punto toccato dal provvedimento quello relativo alle sanzioni. Quali sono?